La serie degli eventi del Museo Casa Deriu dedicati alla letteratura contemporanea ed all’editoria continua con la presentazione del romanzo di Eliano Cau, Luce degli addii, che si terrà il 7 marzo. L’evento avrà luogo alle 18 presso la Sala VII del Museo Casa Deriu di Tresnuraghes. Dialogherà con l’autore Anthony Muroni, giornalista e scrittore.

Scarica la locandina dell’evento

Sebastiano Cau, noto Eliano, è nato a Neoneli il 20 gennaio del 1951 e vive a Sorgono dove ha insegnato Lettere in un istituto superiore fino a tutto il 2011.
Poeta e scrittore, si occupa da tempo di poesia, lingua e cultura della Sardegna, con particolare riferimento all’opera del poeta neonelese Bonaventura Licheri.
Ha pubblicato, fra l’altro, alcuni romanzi, gli ultimi dei quali con la casa editrice Condaghes di Cagliari: “Son luce e ombra” e “Luce degli addii”.
Di prossima pubblicazione, un nuovo romanzo che presumibilmente uscirà, per lo stesso editore, tra aprile e maggio del corrente anno.

Anche questo romanzo, così come il suo predecessore Son luce e ombra, nasce dalle potenti suggestioni vissute dall’autore mano a mano che procedevano i suoi studi intorno alla vita e all’opera del poeta neonelese Bonaventura Licheri.
Suggestioni fiorite da alcuni elementi reali e poi cresciute liberamente fino a prendere le sembianze di un romanzo organico.
Storia di fantasia, questa, di invenzione, a volte di poesia. Storia immaginaria, come tutti i suoi personaggi, originata da vicende autentiche, con avventure dell’anima, sfavillanti irruzioni di luce, avvolgenti cortine di tenebra: la luce dei dati certi e documentati e l’ombra delle congetture e della tradizione orale che, alterata dal tempo, è giunta, talvolta imprecisa e nebulosa, sino a noi. In più il dualismo umano, il bene e il male, e la tinta di mezzo, il grigio che dilaga, la malinconia che infiltra ogni attimo della nostra esistenza, la sofferenza diffusa e inveterata delle popolazioni che si muovono sullo sfondo del secolo XVIII nella Sardegna centrale.
Luce degli addii è l’allettamento dei sensi, spesso incontrastati vincitori sulla coscienza e sulla ragione, l’egoismo più abietto, l’altruismo più disinteressato e arrendevole, la consapevolezza che tutti siamo creature di questa terra: uomini del popolo, notabili, deleàos o gesuiti; ma è anche aspirazione al bene sommo, in questo mondo e nell’altro.
Un romanzo, non un saggio: libero figlio nello sconfinato pelago della libertà creativa, sciolto da qualsiasi obbligo se non quello di dare emozioni a chi scrive e a chi legge.
Un romanzo, dove Padre Loy e Cipriana vivono una stra¬ordinaria e angosciosa avventura umana.

“Luce degli addii” è un romanzo di fantasia imperniato su due figure principali: Padre Loy e Cipriana Podda. Lo sfondo del XVIII secolo, in una Sardegna remota fra il Barigadu e la Mandra Olisày, è il proscenio di vicende plausibili, non la narrazione cronachistica di eventi autentici.
È un romanzo: l’avventura di due amanti che solo per caso nasce dalla densa materia di circostanze descritte in versi da un poeta antico. I luoghi, facilmente riconoscibili, sono storici, come parte degli accadimenti, liberamente trattati e congiunti fra loro in un ordito funzionale ai fini del racconto. Non si cerchi pertanto di cogliere fior da fiore o di scindere il vero dal verosimile: si accolga, se non con benevolenza, almeno con comprensione una vicenda figlia di un’epoca neppure troppo lontana eppure remotissima, che potrebbe essere accaduta in qualsiasi clima, in qualsiasi tempo.
È la storia di una passione allucinata, esaltata al sommo grado; è la storia di una ossessione amorosa, di una serie di conflitti sentimentali, quelli del Padre, quelli della giovane amante, che si snoda in un tempo e in uno spazio concreti ma anche immaginari, più che mai caratterizzata da paesaggi interiori oltre che geografici: è una storia di ritorni, un rovello che non porta in nessuna direzione, che non concede scampo alcuno. Ma è anche la cifra di una straziante battaglia dei sensi e dell’anima, di un eros immorale, abbagliato, appunto.
Nell’oceano turbinoso delle passioni l’avventura umana si chiude lasciando scorgere soltanto, forse, una piccola parvenza di luce: per Cipriana, sacrificatasi sull’altare della rinuncia, del silenzio e del rimpianto; per Padre Loy che, pur nella consapevolezza del suo egoismo e della sua viltà, si aggrappa alla sua ancora, alla sua croce.
L’eco sbiadita di Bonaventura Licheri, poeta di Neoneli, è appena ravvisabile, così come il rinvio alle sue umane peripezie: ombre, seduzioni rese consistenti di piaceri e afflizioni che ci mostrano il protagonista, insieme agli altri personaggi, molto nei suoi limiti ma un poco anche nella sua grandezza.